Canzoni

Ma io poi guarderò lontano

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Diceva Pavel Florenskj dal gulag delle isole Solovki ai figli:
“Osservate più spesso le stelle.
Quando avrete un peso nell’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo.
Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo,
uscite all’aria aperta e intrattenetevi da soli col cielo.
Allora la vostra anima troverà la quiete”.

Una sera d'inverno guardando il Catinaccio dal paese di Moncon ho scoperto le stelle.

Ma io poi guarderò lontano
Sulla linea di quel monte
Dove il buio sale in cielo
Fino in fondo all’orizzonte

Poche auto sulla strada
Qualche fumo dai camini
Le pozzanghere gelate
Qualche pianto di bambini
Qualche pianto di bambini


Senza voce né parole
Resta un vuoto lì vicino
Nella valle che si copre
Della nebbia del mattino

Lenta scenderà la neve
Fiocchi cadono sospesi
Sui lampioni ancora accesi
Negli ultimi bagliori
Dei lampioni ancora accesi


Ma io poi guarderò lontano
sulla linea di quel monte
hai lasciato quelle stelle
come luci o come impronte

Ma io poi guarderò lontano
sulle cime così belle
come luci o come impronte
hai lasciato a me le stelle
hai lasciato a me le stelle